scrittrice 

Il sito di Stefania Fabri

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                         FORME INVERSE

 Installazioni, studi, videoproiezioni

una mostra di Alessandro Panzetti

a cura di Maurizio Caminito e Stefania Fabri

 Spazio 311b, via di Selva Candida, 311b Roma

20 dicembre 2014 – 2 gennaio 2015

La ricerca di Alessandro Panzetti, che in questa mostra si sostanzia attraverso tre installazioni e un video, riguarda l’anamorfosi prospettica, che viene studiata e realizzata in ‘forme inverse’, il cui significato è legato all’ambiguità del segno e alla molteplicità d’interpretazione che il segno stesso può generare. È così che l’architetto Panzetti, che è anche musicista e filmaker, trova un’intelligente e fascinosa sintesi in tre ‘installazioni anamorfiche’. Nella prima, “Anamorfosi 01”, monumentale, già presentata in anteprima alla mostra “Con il pretesto del teatro”, realizzata nello spazio del Monteverde Living Lab a giugno 2014, un’immagine geometrica bidimensionale dà origine a una complessa struttura spaziale articolata e dinamica. La seconda “Anamorfosi 02”, sospende un ottaedro attorno a una sfera generando suggestive doppiezze e linee di colore. La terza “Anamorfosi 03”, che si sviluppa a terra in figure distribuite nello spazio, ricompone nella visione attraverso lenti anaglifiche da due punti di vista differenti, un cubo, che nella realtà non esiste, ricavandolo da figure geometriche, vere e riflesse.

Le tre installazioni riescono in maniera emblematica a ingannare e disorientare l’osservatore-fruitore. Gli studi realizzati da Alessandro sull’uso rovescio della geometria descrittiva gli sono serviti non per descrivere banalmente un oggetto tridimensionale semplificandone la lettura, ma, al contrario, per evidenziare la molteplicità d’interpretazione di un segno bidimensionale se considerato come proiezione su un piano di uno spazio tridimensionale.

 

Tutto ciò assume un significato metaforico avvincente e ambiguo.

Mostra a Moll CON IL PRETESTO DEL TEATRO

mostra a MoLL AUTUNNO CADONO... LE STORIE

        INTHEBOX  ALL SESSIONS AL LANIFICIO

              

 23 maggio 2013   ore 18.00 vernissage - 6 giugno finissage

 LANIFICIO CUCINA

Roma, Via Pietralata 159

Progetto e Mostra a cura di

Maurizio Caminito e Stefania Fabri

 MEMORIE, SOGNI, MONDI, SEGRETI…RACCHIUSI IN UNA SCATOLA

OPERE DI

 MAURIZIO AGOSTINETTO, PAOLINA BARUCHELLO, JACOPO BENCI, GIULIA CAMINITO CON IRENE DE MARCO E DOMIZIANA MARINELLI, 5 DEL PRETESTO (M.CAMINITO, S. FABRI, G. MARCON, A. PANZETTI, G. ZAGRA),  ORSOLA DAMIANI, ELEONORA DEL BROCCO, SABINA DE TOMMASI, STEFANIA FABRI, FRANCESCO FILANGERI, GIOVANNA GANDINI, IDA GEROSA, MARIA CARLA MANCINELLI, ROBERTA MAZZANTI, CÉSAR MENEGHETTI, ELISABETTA PANDIMIGLIO, MARILENA PASINI, FERNANDA PESSOLANO,  MARIA LUISA RICCIUTI, CARLA SACCO, GIULIANO SACCO, SIMONA SARTI, MASSIMO SANSAVINI, ANNIE SCHOTERMAN, SILVIA STUCKY

Giovedì 23 maggio 2013 (alle ore 18.00) nel suggestivo spazio del LANIFICIO CUCINA a Roma si inaugura Inthebox- All sessions, l’esposizione di venticinque realizzazioni a firma di artisti, scrittori e fotografi che, sollecitati da un ‘manifesto’ di regole, hanno realizzato per la Galleria/laboratorio "Margini e Segni"una propria box creativa. Il progetto è promosso in collaborazione con PTS Art’s Factory e Lanificio.

Si tratta di originali produzioni che saranno presentate in quattro sezioni: CATEGORIA MEMORIE, CATEGORIA MONDI, CATEGORIA SEGRETI, CATEGORIA SEGRETI.

In ciascuna box, ognuno degli artisti ha ragionato con la propria espressività su un ‘mondo’, vale a dire sulla specificità di un determinato contesto illusorio o reale, sui ‘segreti’ come concetto declinabile in vari modi, in maniera più culturale o più personale, sui ‘sogni’ come possibilità per la mente di cercare nuove piste, sulle ‘memorie’ personali e collettive che segnano la contemporaneità. Si è cercato così di andare oltre il libro e oltre l’esito di un’opera unica, in un ambito di micro arte e micro editoria che come prima cosa tenta un esito narrativo, coinvolgendo il pubblico che interagisce nella scoperta del contenuto della box, riprendendo così possibili piste di ricerca che partono sia dal mondo dell’editoria e della scrittura nel difficile confronto con le nuove tecnologie, per esempio praticate da Dave Eggers, sia dal recupero di strade battute dall’arte contemporanea in vari modi, basti pensare a Joseph Cornell.

 CATEGORIA MEMORIE

Sulle ‘memorie’ di fatti accaduti nell'infanzia in parallelo con la storia contemporanea si è cimentato Francesco Filangeri, con il suo Memory game È sulle memorie dell’infanzia fatta di piccole cose, raccolte ostinatamente e dolcemente che invece si cimenta Marilena Pasini nelle sue quattro piccole box intitolate Io resto qui. Ed è invece sulle memorie più propriamente culturali che si concentra Jacopo Benci nel definire e raccogliere “Le leggi dell’evanescenza”. All’immaginario cinematografico e televisivo, è dedicata l’opera di César Meneghetti, “Immagini senza oggetto. Invece per le memorie di Elisabetta Pandimiglio la scelta del titolo del suo frigo-box contenente anche un video è molto forte: “Fame” come tema emergente in cui si allude ai vari tipi di malattia riguardanti l'eccesso o la mancanza di fame. Sempre alla memoria, ma questa volta riguardante uno sport popolare, il ciclismo, che ha una sua storia epica e coinvolgente, si rivolge il lavoro di Fernanda Pessolano conEd ecco Zandegù”. Per le sue ‘memorie’ Sabina De Tommasi racconta con la sua majdda di Cum paniscome sia bello impastare. Ida Gerosa, invece, artista di computer art nella sua box Una vita nell’arte ha simbolizzato un’attenzione alla documentazione del suo ricco percorso intellettuale e artistico che ha sempre mantenuto viva.

 CATEGORIA SOGNI

Il sogno rappresentato da Maria Carla Mancinelli con la sua box Affioramenti poetici ha dato origine alla materializzazione di una visione, ispirata versi poetici sui fiori. Sul sogno di escursioni possibili e impossibili della figura leggendaria del viaggiatore si è concentrata Eleonora Del Brocco nella sua box sui Il sogno di Orsola Damiani ha uno scenario del tutto fiabesco…attraverso Le stagioni. Per il suo sogno Paolina Baruchello ha interpretato nella Piccola wunderkammer per accumulatori di oggetti la creatività dell’archivista di oggetti. Simona Sarti ne “Il gioco-giogo” ha voluto rappresentare quel mondo onirico che è ciò che di più antico abita dentro di noi. 

 CATEGORIA “MONDI”

Al mondo rappresentato dalla cerimonia del tè si è ispirata Silvia Stucky nel suoMondi in una scatola di biscotti.  Nel “Fiabesco deserto” di Stefania Fabri sono contenuti vari elementi: tre libri, sabbia dell’erg, un piccolo cammello il profumo delle oasi, un ciondolo, un rotolo con un manoscritto… I Cinque del Pretesto per Era tutto un Pretestohanno trovato una valigia adatta ad essere riempita da foto, video, copioni teatrali, documenti sulla storia della loro comune teatrale degli anni ’70. Nel mondo descritto da Roberta Mazzanti nella sua box Sotto la pelle dell’Orsa si racconta come si è ‘condannate’ alla bellezza. La categoria ‘mondi’ viene interpretata giocosamente da Maria Luisa Ricciuti che con la sua box su 218 a.C. Annibale attraversa le Alpi”. Nell’ultima box Pages tre ragazze, Giulia, Irene e Domiziana, dedicano la loro  attenzione a un mondo rappresentato da un contenitore ‘libro’.

 CATEGORIA SEGRETI

Il gioco sofisticato delle illusioni creato dai “Secrets di Massimo Sansavini, riguarda segreti doppiamente nascosti nel gioco dello slide-puzzle. Al segreto delle immagini raccolte cammin facendo, seguendo il treno che trasportava i deportati verso Auschwitz, si richiama Maurizio Agostinetto neLe cose illuminate numero 2. Ed è invece nei segretiche solo lei può intravvedere come una maga che estrae da cose inerti segni vitali, che Carla Sacco rintraccia “La vita segreta dei muri. Annie Schoterman nella sua fascinosa ‘black box’ sull’individuo intitolataIn due metàha fatto sua una citazione della poetessa suicida Unica Zürn. Il segreto esplorato da Giovanna Gandini in Metamorfosi di Marilynriguarda il gioco di specchi che avvolge la figura della Monroe. Anche Giuliano Sacco in Heart-Shaped box viene ispirato da un mito moderno: la canzone Heart-Shaped Box scritta da Kurt Cobain.

                                                                                                                                                               

Le mostre su e con Ida Gerosa

Ida Gerosa prima di tutto è un'artista di grande valore e poi anche una cara amica per me... 

 "Cervello, labirinto di emozioni una musica costante"

Cinque installazioni di computer art nella bct,  biblioteca comunale di Terni, situata nel grande e magnifico Palazzo Faustini al centro della città, nel marzo 2006: Uscire dal tunnel, Caos mentale, Paura, Speranza, Nascita.

Il catalogo  racconta le cinque installazioni  e anche un originale dibattito con scambio di mail tra Stefania e Ida sulla computer art e dintorni.

 

 "Il Tempio dell'uomo"

Installazione di computer art con musica di Nicola Sani alla Sala Santa Rita di Roma nel novembre-dicembre 2010. Il Catalogo,  edito da Palombi, contiene un saggio di Mario De Candia dal titolo (Per Ida , ai "nuovi" bei tempi andati) e un saggio di Stefania Fabri dal titolo Ida Gerosa e la trasformata di Fourier. Inoltre un'intervista a Ida Gerosa e la sua biografia. Le immagini sono accompagnate da pensieri dell'artista.

 

Le mostre a Margini e Segni

 

Tre mostre curate da Stefania Fabri e Maurizio Caminito, allestite nel nuovo spazio con cataloghi realizzati col self publishing

"mariacarlacarlacarlamaria" di pittura e scultura con Maria Carla Mancinelli, Carla Sacco e Carla Maria Dappio inaugurata a ottobre 2011.

"J.P.E.G. Just Photos by Extraordinary Girls" di fotografia con Giulia Caminito, Gaia Van der Esch e Domiziana Marinelli De Marco, inaugurata a dicembre 2011.

"La gorilla formica"  d'illustrazione con disegni, pitture, libri artigianali, opere su stoffa con Sophie Benini Pietromarchi, Orsola Damiani e Marilena Pasini inaugurata nel maggio 2012.

 

Piccola galleria della Scala

 

A casa ho creato solo per me e per i miei amici una piccola galleria sulla scala (ho una casa grande con 3 piani). In questa piccola galleria ci sono 'opere' mie e di altri autori, Delle mie si possono notare  due trittici, vale a dire due serie di tre tele, tutte al femminile. La prima serie è dedicata al matrimonio negli anni della guerra, l'infanzia nel consumismo e la prima comunione in una religione scissa tra comportamento e valori, la seconda invece è dedicata alle donne e a Kurt Schwitters.

Pensieri di donnaVoglia di partire in America e Milena Jesenská